Contratti attuativi e ordinativi di fornitura
L'ordinativo di fornitura attua un accordo quadro con ordini successivi, entro un importo massimo. Funzionamento, prezzi e consigli pratici per le PMI.
Aggiornato il 5 settembre 2026
Il contratto con ordinativi di fornitura è un accordo quadro in cui tutte le condizioni delle prestazioni sono fissate fin dall'inizio e che la stazione appaltante esegue emettendo ordinativi via via che il fabbisogno si presenta. Serve per gli acquisti ripetitivi di cui non si conosce in anticipo il volume esatto: forniture, piccoli interventi di manutenzione, servizi a chiamata.
Come funziona
Il Codice dei contratti pubblici disciplina l'accordo quadro all'articolo 59 del d.lgs. 36/2023 (verified 2026-09-05). Quando l'accordo contiene tutte le condizioni, la stazione appaltante affida i contratti attuativi applicandone i termini, senza nuovo confronto competitivo: l'ordinativo indica natura, quantità , luogo e tempi della prestazione, è emesso unilateralmente e l'aggiudicatario è tenuto a eseguirlo alle condizioni pattuite. I prezzi sono quelli dell'elenco prezzi unitari o del catalogo allegato. Nelle convenzioni Consip e sul mercato elettronico lo stesso meccanismo prende il nome di ordine diretto di acquisto.
L'accordo fissa una durata, di norma non superiore a quattro anni nei settori ordinari, e obbligatoriamente un importo massimo, che non può essere superato. Può prevedere anche un importo minimo garantito, che impegna la stazione appaltante. La procedura di affidamento dipende dal valore massimo stimato sull'intera durata: sotto soglia fino agli importi europei, procedura ordinaria oltre (140.000 o 216.000 euro per servizi e forniture secondo il committente, 5.404.000 euro per i lavori).
Un accordo quadro può avere più aggiudicatari: in questo caso gli ordinativi si ripartiscono secondo criteri oggettivi fissati nei documenti di gara, per esempio per zona geografica o per ordine di graduatoria, oppure passano dal rilancio del confronto competitivo.
Che cosa cambia per un'impresa
È un contratto di flusso: una volta aggiudicatari si ricevono ordinativi senza tornare in gara. Occorre poter rispondere in fretta, a volte in pochi giorni, e gestire una fatturazione elettronica frazionata, con il CIG derivato di ogni ordinativo.
In fase di offerta il prezzo si costruisce voce per voce sull'elenco prezzi, e le offerte vengono confrontate su una lista con quantità stimate che simula un ordinativo tipo. Le quantità reali possono discostarsene molto: evitate prezzi civetta su voci che ritenete poco richieste. Controllate l'eventuale minimo garantito, la clausola di revisione dei prezzi, che il Codice impone di inserire nei documenti di gara, i tempi di consegna imposti a ogni ordinativo e le penali.
Esempio
La Città di Chiarafonte affida un accordo quadro per la manutenzione degli edifici comunali, lotto impianti idraulici, di durata quadriennale, con un minimo garantito di 40.000 euro e un massimo di 300.000 euro IVA esclusa. L'impresa aggiudicataria, sei dipendenti, riceve ogni mese ordinativi che vanno da poche centinaia a diverse migliaia di euro, fatturati ai prezzi dell'elenco con il ribasso offerto in gara.
Domande frequenti
La stazione appaltante può ordinare meno del previsto?
Sì, salvo il minimo garantito se previsto. In sua assenza l'importo massimo è un tetto, non un impegno ad acquistare.
Si può rifiutare un ordinativo?
No, se rispetta le condizioni contrattuali. Il rifiuto espone a penali, all'escussione della garanzia e alla risoluzione del contratto.
Che differenza c'è con il rilancio del confronto competitivo?
L'ordinativo applica condizioni già interamente definite. Il contratto applicativo con rilancio richiede una nuova competizione fra gli aggiudicatari sulle condizioni rimaste aperte.