Partenariato per l'innovazione

Il partenariato per l'innovazione permette a una stazione appaltante di finanziare la ricerca di una soluzione inesistente e poi acquistarla. Fasi e opportunità per le PMI.

Aggiornato il 5 settembre 2026

Il partenariato per l'innovazione è un contratto pubblico che riunisce, in un unico rapporto, la ricerca e lo sviluppo di un prodotto, di un servizio o di lavori innovativi e il successivo acquisto del risultato. Consente a una stazione appaltante di finanziare la messa a punto di una soluzione che il mercato non offre ancora, senza dover indire una nuova gara per acquistarla.

Come funziona

Il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) riserva il partenariato per l'innovazione ai casi in cui il fabbisogno non può essere soddisfatto ricorrendo a soluzioni già disponibili sul mercato. L'innovazione è intesa in senso ampio: prodotto o processo nuovo o sensibilmente migliorato, nuovo metodo di organizzazione o di commercializzazione.

L'affidamento segue le regole della procedura competitiva con negoziazione quando l'importo raggiunge le soglie europee (140.000 o 216.000 euro per forniture e servizi a seconda della stazione appaltante, 5.404.000 euro per i lavori), oppure le regole delle procedure sotto soglia al di sotto. La stazione appaltante può selezionare uno o più partner.

L'esecuzione è strutturata in fasi successive che seguono le tappe della ricerca e dello sviluppo, ciascuna con obiettivi intermedi e un corrispettivo. Al termine di ogni fase la stazione appaltante può proseguire, ridurre il numero dei partner o chiudere il rapporto, alle condizioni fissate nel contratto. Se gli obiettivi sono raggiunti, acquista la soluzione finale senza nuova procedura. Il contratto disciplina anche la titolarità della proprietà intellettuale sui risultati.

Che cosa cambia per un'impresa

Il partenariato per l'innovazione è pensato per start-up e PMI innovative: finanzia lo sviluppo, assicura un primo cliente pubblico e sfocia in un ordine fermo se la soluzione funziona. È però un contratto esigente, con traguardi contrattuali, governance condivisa e clausole di proprietà intellettuale da negoziare con attenzione.

Prima di partecipare, verificate che la stazione appaltante abbia svolto una vera consultazione preliminare di mercato che dimostri l'assenza di soluzioni esistenti, che il calendario delle fasi sia compatibile con la vostra capacità di sviluppo e che il corrispettivo della fase di ricerca copra realmente i costi. Il partenariato si distingue dal bando per progetti, che appartiene al mondo dei contributi e non impegna l'amministrazione ad acquistare.

Esempio

Un consorzio di bacino per la gestione dei rifiuti in provincia di Vazzano cerca un sensore capace di misurare in tempo reale il riempimento dei cassonetti interrati, funzione che nessun prodotto disponibile svolge in modo affidabile. Avvia un partenariato per l'innovazione di 350.000 euro IVA esclusa, seleziona due giovani imprese per una fase di prototipazione retribuita e mantiene quella il cui prototipo supera i test. La stessa impresa equipaggia poi 400 cassonetti nell'ambito dello stesso contratto.

Domande frequenti

La stazione appaltante è obbligata ad acquistare la soluzione sviluppata?

No. L'acquisto avviene solo se la soluzione raggiunge i livelli di prestazione e i costi massimi fissati nel contratto. Il rapporto può chiudersi al termine di ogni fase.

A chi appartiene la proprietà intellettuale?

Lo stabilisce il contratto. La prassi più diffusa lascia la titolarità all'impresa con una licenza d'uso per l'amministrazione, ma sono possibili altri assetti.

Può partecipare un'impresa da sola?

Sì. La stazione appaltante può anche selezionare più partner in parallelo per confrontare le soluzioni lungo le fasi.

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