Appalto pubblico
L'appalto pubblico è il contratto a titolo oneroso fra una stazione appaltante e un'impresa per lavori, forniture o servizi. Definizione, regole e soglie 2026.
Aggiornato il 5 settembre 2026
L'appalto pubblico è il contratto a titolo oneroso, stipulato per iscritto, con cui una stazione appaltante (amministrazione statale, Comune, Provincia, Regione, azienda sanitaria, ente pubblico o organismo di diritto pubblico) affida a uno o più operatori economici l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi. È il contratto più diffuso della contrattualistica pubblica e il canale principale attraverso cui le imprese vendono al settore pubblico.
Come funziona
Il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) definisce l'appalto e ne disciplina l'affidamento. Alcuni principi valgono a prescindere dall'importo: il principio del risultato, quello della fiducia, quello dell'accesso al mercato, insieme a concorrenza, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità. La stazione appaltante non sceglie liberamente il fornitore: deve definire il fabbisogno, dargli pubblicità nella grande maggioranza dei casi e confrontare le offerte secondo criteri dichiarati in anticipo.
La procedura dipende dal valore stimato complessivo, opzioni e rinnovi inclusi. L'articolo 50 del d.lgs. 36/2023 (verified 2026-09-05) consente l'affidamento diretto sotto 140.000 euro IVA esclusa per servizi e forniture e sotto 150.000 euro per i lavori; oltre tali importi e fino alle soglie europee si ricorre alla procedura negoziata senza bando, con almeno cinque o dieci operatori secondo la fascia. Dalle soglie europee, 140.000 euro per le amministrazioni centrali, 216.000 euro per gli enti locali e le altre stazioni appaltanti, 5.404.000 euro per i lavori, si passa a una procedura sopra soglia. Il dettaglio è nella pagina sulle soglie.
L'appalto si distingue dalla concessione, in cui l'operatore si rimunera sulla gestione e ne sopporta il rischio, e dal contributo o dalla sovvenzione, che non sono il corrispettivo di una prestazione.
Che cosa cambia per un'impresa
Il settore pubblico è un cliente solvibile, tenuto a pagare entro i termini di legge, e acquista di tutto: pulizie, software, lavori, formazione, consulenza, manutenzioni. Una PMI non ha bisogno di alcuna autorizzazione speciale per partecipare: servono la regolarità contributiva e fiscale, l'iscrizione al registro delle imprese per l'attività corrispondente e l'assenza di cause di esclusione. Per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro serve invece l'attestazione SOA nelle categorie richieste.
In pratica, cominciate dagli appalti vicini alle vostre competenze e alla vostra area di intervento, spesso affidamenti sotto soglia o singoli lotti di gare più ampie. Preparate una volta per tutte un fascicolo amministrativo riutilizzabile (visura, DURC, polizze, referenze, organico e attrezzature), registratevi sulle piattaforme dei vostri committenti e organizzate un monitoraggio costante degli avvisi.
Esempio
La Città di Monterviglio ha bisogno di un'impresa per la manutenzione del verde delle proprie scuole, per un valore stimato di 150.000 euro IVA esclusa su tre anni. L'importo supera la soglia dell'affidamento diretto per i servizi ma resta sotto la soglia europea di 216.000 euro: il Comune svolge una procedura negoziata senza bando, invitando cinque operatori individuati con un'indagine di mercato pubblicata tramite la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, e affida il servizio a un'impresa di manutenzione del verde con otto dipendenti.
Domande frequenti
Un lavoratore autonomo può aggiudicarsi un appalto pubblico?
Sì. Qualsiasi persona fisica o giuridica che eserciti un'attività economica può partecipare, indipendentemente dalla forma giuridica.
Chi sono i committenti pubblici?
Le stazioni appaltanti, cioè amministrazioni, enti territoriali, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, e gli enti aggiudicatori che operano nei settori di acqua, energia, trasporti e servizi postali.
Un appalto pubblico viene sempre pubblicato?
Non sempre nella forma del bando. Negli affidamenti diretti l'obbligo è di pubblicare gli atti e gli esiti sulla banca dati nazionale, nel rispetto della rotazione e della buona gestione delle risorse pubbliche.